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Benvenuti in Copraelior.it, il sito della squadra di pallavolo Copra Elior di Piacenza.
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22.05.2013 - CANTAGALLI E MEONI: "IL BOVO DAY PER UN AMICO UNICO E PREZIOSO"
Luca Cantagalli e Marco Meoni, oltre a condividere la professione e la passione per la pallavolo, hanno tante altre cose in comune come l’essere annoverati tra i membri della cosiddetta “generazione dei fenomeni” ed essere stati avversari di lunghe battaglie sul campo. Ma, in primis, possono vantare il comune privilegio di essere stati grandi amici di Vigor Bovolenta.
Entrambi, il primo giugno, scenderanno sul Mondoflex del PalaBanca per disputare la prima delle due gare (ore 16.00 amici di Bovo/generazione dei fenomeni contro Nazionale Over 50) in programma in ricordo dell’amico Bovo. Per l’occasione Cantagalli e Meoni saranno schierati fianco a fianco per dare spettacolo e rendere memorabile la seconda edizione del Bovo Day che, per questa circostanza, sarà sostenuta da Progetto Vita (per informazioni www.progetto-vita.eu).
Un evento che partirà dalla prima mattina con le esibizioni di sitting volley e i tornei di minivolley (per iscrizioni: www.fipavpiacenza.com) per poi passare alle due esaltanti sfide di pallavolo tra Amici di Bovo/Generazione dei fenomeni e Nazionale italiana Over 50 (ore 16.00) e Nazionale italiana contro Nazionale francese (ore 18.00).
Con un programma simile ci sono quindi solide basi per vivere una giornata all’insegna del divertimento, dell’amicizia e della pallavolo, come avrebbe voluto Bovo.
Luca Cantagalli, soprannominato dai suoi seguaci “bazooka” o “Sindaco” (visto che gran parte della sua carriera si è sviluppata a Modena) dopo 27 anni trascorsi sui campi di A1 e numerosi trofei in bacheca (7 Campionati, 9 Coppe Italia, 1 Supercoppa, 4 Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 6 Coppe CEV, 1 Supercoppa europea) dal 2009 ha cambiato visione del campo, passando a vestire i panni dell’allenatore e in questa stagione ha diretto la Conad Reggio Emilia.
Ha vissuto al fianco di Bovolenta negli anni d’oro di Modena e in quelli della Nazionale. Un ricordo di lui in primis da amico e da sportivo.
Parto dal ricordo che ho di lui da amico, ovvero una persona sempre sorridente e spensierata, mai triste. Bovo era fenomenale: aveva in ogni occasione la battuta pronta, ti trasmetteva allegria, un’allegria direi contagiosa. Il Bovo sportivo si sapeva trasformare; era pragmatico, grintoso, a volte aggressivo: anche nelle partitelle d’allenamento della settimana ci scappava sempre la discussione che però si concludeva in ogni episodio con una battuta e una risata. Ho il ricordo dello scudetto di Modena del 2002, stagione all’inizio molto travagliata che alla fine si è rivelata un’esperienza straordinaria. Ci sono tanti altri bei ricordi più intimi, che però preferisco tenere per me.
Conclusa la carriera da sportivo ora veste i panni dell’allenatore. Come valuta la situazione della pallavolo considerando che sempre più Club, nonostante il blocco delle retrocessioni, decidono di chiudere i battenti?
Stiamo vivendo un periodo di grande difficoltà economica, tanti sponsor si sono o si stanno allontanando dalla pallavolo perché nel concreto non hanno interessi a investire in questo sport. E’ un momento drammatico, c’è la necessità di trovare una soluzione e questa via d’uscita dovrebbe trovarla chi è al vertice, cioè la Lega Pallavolo e la Federazione. Bisogna trovare un rimedio prima di ritrovarsi a raschiare il fondo del barile, se necessario bisogna chiedere un aiuto anche allo Stato, che conceda qualche incentivo. La crisi non tocca solo le Società della Serie A, c’è da rendersi conto che anche le Società dilettantistiche soffrono questa realtà e che se anche loro sono costrette a chiudere lasciano in mezzo a una strada tantissimi ragazzini, cosa che non dovrebbe accadere. Il blocco delle retrocessioni non apporta grossi miglioramenti: le Società non retrocedono ma avendo poca liquidità il budget si riduce man mano drasticamente. Arrivati a questo punto chi fa questo lavoro di professione dovrà trovarsi un altro impiego. La pallavolo rischia quindi di tramutarsi in un dopo lavoro, in un hobby.
Di lei si ricorda anche l’aneddoto che la vide affiancato a Hristo Zlatanov all’All Star Game del 5 novembre 2006: sull’11-9 Zlatanov mandò una battuta direttamente in tribuna e dalla postazione dei commentatori di Sky lei, togliendosi giacca e cravatta, prese il suo posto ed eseguì il suo ultimo servizio di fronte a una standing ovation di 5000 persone.
Ho cercato di allontanare il più possibile il mio addio alla pallavolo ma, si sa, quel giorno arriva per tutti, volenti o nolenti. Giocare a pallavolo è sempre stata la mia passione, la mia vita. Ho dato tutto per stare sul campo fino all’ultimo, poi il ritiro è stato inevitabile. Quell’ultimo episodio, vissuto sul campo, è stato davvero bello, uno dei più emozionanti. E’ stato entusiasmante anche il momento della preparazione: io non ne sapevo nulla e il tutto si è organizzato 10 minuti prima della gara. E’ stata davvero un’ottima chiusura, “condita” anche dall’amarezza del momento, ma essere applausi da 5000 persone è stato molto gratificante e una grande soddisfazione”.
Marco Meoni, conosciuto meglio come “Meo”, una vita dedicata alla pallavolo, e tanti trofei in bacheca tra Campionato e Nazionale entra più nel vivo del Bovo Day del primo giugno al PalaBanca.
Partiamo dal passato: oltre ai trascorsi in Nazionale, a Piacenza hai trascorso al fianco di Bovo una sola ma grande stagione. Un ricordo di lui all'interno dello spogliatoio e al di fuori.
Probabilmente io sono il giocatore che conosce il Bovo da più tempo. Ci siamo conosciuti da giovanissimi, quando stavamo mettendo le basi per il nostro futuro pallavolistico. La prima volta in cui le nostre strade si sono incrociate è avvenuta in concomitanza con la rappresentativa regionale Veneto, più o meno avremo avuto sedici anni. Dopo quell’episodio è arrivata la Nazionale Juniores e successivamente la Seniores per finire con l’esperienza a Piacenza. Presumo che il Bovo, per il mio arrivo alla Copra Elior, ci abbia messo lo zampino e sia stato probabilmente il mio più grande sostenitore. Avrei centinaia di episodi che vedono il Bovo protagonista dentro e fuori lo spogliatoio, ma amo tenerli custoditi gelosamente. Sono dei piccoli tesori il cui valore è inestimabile e che ci legano profondamente.
La seconda edizione del Bovo Day, dopo la prima dello scorso anno a Ravenna, si terrà al PalaBanca, ex casa sia per te che per Bovo. Che sensazioni e che emozioni hai avuto nella prima edizione e quali pensi vivrai il primo giugno?
Indipendentemente dalla sede, il Bovo Day è un evento che trasmette emozioni enormi e difficili da spiegare; queste sensazioni contagiano e coinvolgono tutti, da chi è in campo agli spettatori presenti per arrivare fino a quelli che seguono l’evento in tv. Eventi simili ti fanno capire quanto uno sport, in questo caso la pallavolo, riesca a unire migliaia di persone. Trascorrere questa giornata tra le mura del PalaBanca di Piacenza avrà un valore aggiuntivo, avrà un sapore ancora più veritiero.
La squadra gli “Amici di Bovo". Con che aggettivo o con che "slogan" descriveresti questo gruppo in modo che il messaggio arrivi anche a un pubblico che non segue costantemente la pallavolo?
Credo che non servano aggettivi o slogan per definire la squadra “Amici di Bovo”. Già il nome dice tutto. Gli amici sono gli amici, quelli che ci sono sempre, in ogni circostanza, sia nel bene che nel male. Il fatto che sia definita “gli amici” e non i “compagni” la dice lunghissima sul tipo di approccio che ci sarà in campo il primo giugno!
Il primo giugno il PalaBanca riaprirà i battenti per un evento che donerà ai presenti grandi emozioni e tanti ricordi.
Ricordiamo che il costo del biglietto per la visione delle due partite è di €.12. Tutti i biglietti sono numerati e non c’è distinzione tra interi e ridotti.
Unica zona di Tribuna Libera (ma sempre al costo di €. 12) è una parte della “Curva Bovolenta” che verrà occupata dai tifosi più “caldi e appassionati”.
La prevendita è già iniziata presso tutte le filiali della Banca di Piacenza e proseguirà fino al 31 maggio (salvo esaurimento dei biglietti).
Per i residenti in zone in cui non sono presenti filiali della Banca di Piacenza sarà possibile acquistare il biglietto tramite bonifico bancario scrivendo e dando indicazioni (numero di biglietti, nominativo del ritiro e numero di telefono) a organizzazione@copraelior.it .
Per quanto riguarda la richiesta di postazione stampa i giornalisti possono scrivere a stampa@copraelior.it .
PROGRAMMA 1 GIUGNO 2013 al PalaBanca di Piacenza
ORE 10:00-12:00
le classi elementari delle scuole di Piacenza arriveranno al PalaBanca per partecipare a una mattinata di giochi firmati Progetto Vita Sport e Copra Elior Progetto Vita Ragazzi. Progetto Vita insieme ad associazioni di volontariato organizzano stand informativi con gazebo e isole di addestramento per l’uso del defibrillatore per tutti i bambini, con rilascio di libretti, attestati di partecipazione. Insegneranno, come un gioco, insieme agli insegnanti già preparati a queste lezioni a iniziare le manovre del primo soccorso. Gli istruttori di Progetto Vita coordineranno i giochi.
ORE 14:00-16:00
Esibizioni di Sitting Volley e tornei di minivolley e parkvolley organizzati dalla FIPAV di Piacenza. Per iscrizioni: www.fipavpiacenza.com
Ore 16:00 -17.00
partita dimostrativa di volley tra la squadra degli amici di Bovo/generazione dei Fenomeni e la Nazionale over 50 che parteciperà alle Olimpiadi di agosto 2013 a Torino
ORE 18:00
amichevole tra le nazionali di pallavolo Italia - Francia
E.U.
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18.05.2013 - ANTONIO CORVETTA DISPUTERA' LA STAGIONE 2013/2014 IN UN'ALTRA SOCIETA'

Antonio Corvetta, palleggiatore della Copra Elior nella stagione 2012/2013, al termine di un lusinghiero Campionato, è stato richiesto da altri Club di A1.
Dopo un’attenta riflessione, la Società Copra Elior ha deciso di offrire all’atleta l’opportunità di disputare il prossimo Campionato da titolare in un’altra Società della massima serie.
Il Presidente Guido Molinaroli, unitamente all’intera Copra Elior, si complimenta con l’amico “Corvo” per la brillante stagione conclusa e gli invia un “in bocca al lupo” per la prossima avventura, ormai alle porte, che lo vedrà protagonista sul campo da gioco come avversario.
“Grande uomo, grande ragazzo, grande atleta – dichiara Guido Molinaroli, Presidente Copra Elior - Uno dei giocatori più piacevoli che ho conosciuto e con cui ho condiviso l’avventura sportiva di questi anni”.
E.U.
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17.05.2013 - FRANCO BERTOLI PRESENTA IL BOVO DAY E PROGETTO VITA

Franco Bertoli, soprannominato “mano di pietra” per la sua potenza in attacco. Come presentazione basterebbe solo questo soprannome ma non sarebbe abbastanza incisivo per raccontare la sua lunga carriera (19 Campionati di Serie A), costellata da successi e trofei; classe 1959, schiacciatore, la sua bacheca vanta 9 Scudetti (7 da atleta, 1 da allenatore, 1 da General Manager), 8 Coppe Italia (5 da giocatore, 1 da allenatore, 2 da General Manager), 4 Coppe dei Campioni (2 da atleta, 1 da allenatore e 1 da General Manager) e 1 Coppa Confederale. Tutto questo viene impreziosito dalla cornice Nazionale: 220 le presenze da capitano in maglia azzurra che gli hanno fruttato il premio “Mister Europa” come miglior giocatore agli europei di Berlino (1983), 1 medaglia d’oro (Giochi del Mediterraneo di Rabat 1983) e 3 di bronzo (Olimpiadi Los Angeles 1984, Universiadi 1983 e 1985).
Bertoli, sabato primo giugno, calcherà il Mondoflex del PalaBanca, indossando nuovamente la maglia azzurra numero 4 della Nazionale: lui che fece da apripista alla cosiddetta “generazione dei fenomeni”, non ha mai messo un punto al capitolo “pallavolo giocata” e, da capitano della Nazionale di Pallavolo maschile Over 50, scenderà in campo per la prima delle due sfide in programma (ore 16.00) per la seconda edizione del Bovo Day, questo anno affiancato da Progetto Vita. Dall’altra parte della rete ci saranno volti altrettanto conosciuti che si consolideranno nella squadra chiamata “Amici di Bovo-Generazione dei Fenomeni”.
Tre le generazioni quindi al confronto per quello che sarà il V-Day dell’amicizia, della pallavolo, ma soprattutto di Bovo.
Lei, insieme alla Nazionale italiana di pallavolo Over 50, ad agosto sarà impegnato nei World Masters Games (http://www.torino2013wmg.org) manifestazione multisportiva per atleti master, che per questa edizione si terranno a Torino. Come vi state preparando?
I World Masters Games hanno una cadenza quadriennale, come i giochi olimpici. Il nostro gruppo si sta preparando con tappe intermedie di avvicinamento all’evento, come appunto quella che disputeremo il primo giugno a Piacenza in occasione del Bovo Day. Con queste amichevoli intermedie cerchiamo di prepararci nel migliore dei modi per Torino. Ci presenteremo nel capoluogo piemontese detenendo il titolo di Campioni d’Europa, speriamo di non deludere le aspettative. Nell’attesa mi dedico alla preparazione: credo talmente tanto in questo progetto che tra i vari appuntamenti già a calendario ho personalmente organizzato a Lignano Sabbiadoro per il 22-23 giugno l’Italian Beach Volley Masters, sarà un modo per divertirsi e stare insieme”.
Una vita frenetica quindi. Come si conciliano gli impegni lavorativi con gli impegni sportivi?
Ci vuole tanta volontà. Si è creato un bel gruppo con i componenti della Nazionale e l’avere degli obiettivi da raggiungere è una motivazione che ti spinge a portare avanti un progetto, in primis quello di rimanere in salute, mangiando e bevendo bene e mantenendo una costante attività fisica. Oltre a questo, con le nostre “uscite”, supportiamo delle iniziative benefiche importanti: domani saremo a Trento per la “28° edizione del Memorial Sandro Baratto”, il primo giugno saremo al PalaBanca per il Bovo Day. Nel nostro trascorso però ci sono stati anche altri appuntamenti benefici, come per l’ADMO, l’Associazione Donatori Midollo Osseo. Nel nostro piccolo quindi cerchiamo di essere il più presenti possibile per aiutare i bisognosi.
Nonostante il far parte della categoria over 50 riesce a mantenere un impegno sportivo ad alti livelli…
Ci vuole tanta passione (ride). Il livello agonistico sì, rimane alto, anche se l’età non ti consente di fare più determinate cose che facevi da giovane. Alla passione si unisce il divertimento, questo mix crea le condizioni ideali per continuare a giocare. Il nostro gruppo si allena due volte alla settimana, in concomitanza di eventi importanti come il World Masters Games anche più frequentemente. Ogni giocatore si allena singolarmente, è indipendente dagli altri, io per esempio divido il lavoro tra allenamento sul campo, in una palestra vicino a casa, e alcune sedute di pesi. Il gruppo si fonde poi quando si avvicinano gli impegni sportivi. Un nostro sogno era quello di andare in America, dove il World Masters Games è molto sviluppato rispetto all’Italia. Con gli altri componenti della Nazionale abbiamo abbracciato e adottato una massima di George Bernard Shaw che ci rappresenta appieno, ovvero <<L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare>>, quindi finché ne avremo la possibilità, continueremo su questa strada.
Studiando il suo curriculum si può rimanere a bocca aperta: la sua è stata una carriera piena di successi e trofei. Il ricordo più bello?
Difficile da dire ma soprattutto è difficile estrapolare un episodio rispetto ad altri. D’istinto direi la prima medaglia olimpica di Los Angeles, nel 1984. Il bronzo è arrivato alle spalle degli Stati Uniti (oro) e Brasile (argento), ma è stato un risultato importantissimo e molto emozionante. A questo primo pensiero aggiungerei anche i trascorsi a Modena e Torino, dove rispettivamente ho avuto l’onore di raggiungere 4 e 3 Scudetti. Questi sono i momenti “salienti” della mia carriera, ma ho ricordi bellissimi anche delle restanti esperienze.
Sabato primo giugno sarà al PalaBanca di Piacenza per il Bovo Day e Progetto Vita. Un suo ricordo di Vigor.
La prima cosa che mi viene in mente è sua moglie, Federica. Ho sempre pensato e sostenuto fossero una bellissima e affiatatissima coppia. Di lui ho solo ricordi belli. Bovo si sapeva far volere bene da tutti. Ho quindi in mente Vigor e Federica, felici, sorridenti e spensierati. Ora lei lotta insieme alle loro 5 splendide creature. Noi proviamo con tutte le nostre forze e nel nostro piccolo a darle una mano”.
Il primo giugno il PalaBanca riaprirà i battenti per un evento che donerà ai presenti grandi emozioni e tanti ricordi.
Ricordiamo che il costo del biglietto per la visione delle due partite è di €.12. Tutti i biglietti sono numerati e non c’è distinzione tra interi e ridotti.
Unica zona di Tribuna Libera (ma sempre al costo di €. 12) è una parte della “Curva Bovolenta” che verrà occupata dai tifosi più “caldi e appassionati”.
La prevendita è già iniziata presso tutte le filiali della Banca di Piacenza e proseguirà fino al 31 maggio (salvo esaurimento dei biglietti).
Per i residenti in zone in cui non sono presenti filiali della Banca di Piacenza sarà possibile acquistare il biglietto tramite bonifico bancario scrivendo e dando indicazioni (numero di biglietti, nominativo del ritiro e numero di telefono) a organizzazione@copraelior.it .
Per quanto riguarda la richiesta di postazione stampa i giornalisti possono scrivere a stampa@copraelior.it .
PROGRAMMA 1 GIUGNO 2013 al PalaBanca di Piacenza
ORE 10:00-12:00
le classi elementari delle scuole di Piacenza arriveranno al PalaBanca per partecipare a una mattinata di giochi firmati Progetto Vita Sport e Copra Elior Progetto Vita Ragazzi. Progetto Vita insieme ad associazioni di volontariato organizzano stand informativi con gazebo e isole di addestramento per l’uso del defibrillatore per tutti i bambini, con rilascio di libretti, attestati di partecipazione. Insegneranno, come un gioco, insieme agli insegnanti già preparati a queste lezioni a iniziare le manovre del primo soccorso. Gli istruttori di Progetto Vita coordineranno i giochi.
E.U.
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16.05.2013 - LA COPRA ELIOR RICEVUTA IN COMUNE DI PIACENZA

Il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, questa mattina ha ricevuto presso la sala Consiliare del Comune la Copra Elior per ringraziare atleti, staff e dirigenti per la brillante stagione appena conclusa.
«L’intera città vi è grata – afferma Dosi – per i grandi risultati raggiunti in questa stagione ma anche per le basi solide di quello che sarà il progetto per il prossimo anno. Simili risultati rappresentano uno stimolo nel cercare una reazione positiva in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Questo progetto, ormai decennale, ha avvicinato molti bambini allo sport, portando le famiglie al palazzetto e trasmettendo i sani e giusti valori positivi. Ringraziarvi è il minimo”.
Nell’incontro, che ha visto affiancati al Sindaco Paolo Dosi il Presidente Guido Molinaroli e il capitano Hristo Zlatanov, il primo cittadino ha consegnato alla Società biancorossa un riconoscimento, un trofeo, volto a ricordare e ad esaltare la brillante stagione della Copra Elior sia in ambito continentale (la vittoria della CEV Challenge Cup acquisita con la conquista di 12 incontri conclusi 3-0 senza mai una sconfitta o un set perso) sia in ambito nazionale (terza in classifica in Regular Season e finalista alla corsa Scudetto, riconoscimento consegnato a Trento soltanto al termine di una lunghissima e emozionante gara 5).
Zlatanov, dopo aver ringraziato il Sindaco Dosi, la cittadinanza e i tifosi, non ha nascosto ancora la delusione per gara 5 persa a Trento: “La sconfitta brucia ancora e brucia ancora più delle altre, perché nonostante fossimo partiti da sfavoriti, come in tutte le altre occasioni, mai come in questa occasione eravamo a un soffio dal traguardo, dal tricolore. Se avessimo giocato di fronte ai nostri eccezionali tifosi avremmo vinto. Ora la palla passa al nostro Presidente, a cui mando un grosso “in bocca al lupo” in modo che riesca ad allestire una squadra simile a quella del 2012/2013″.
Il Presidente Molinaroli si unisce al pensiero del numero 11 biancorosso: “Il dispiacere e l’amarezza ci sono ancora, sono stati solo due punti a fare la differenza. I giornali nazionali da tre giorni stanno parlando unicamente di Trento, perché è stata la squadra vincitrice del tricolore. Non ci si ricorda più che noi abbiamo perso per soli due palloni. Guardando il percorso concluso, la stagione è stata positiva, non dimentichiamo il trionfo in Challenge Cup, siamo l’unica squadra italiana ad aver vinto a livello europeo. Adesso c’è tristezza perché nello sport si ricorda solamente l’ultimo risultato in ordine di tempo e la finale Scudetto è arrivata dopo la Challenge. Siamo stati una squadra corretta con un tifo corretto, non si può dire lo stesso degli altri, Trento in primis. Nelle ultime gare avremmo esaurito il Garilli, ma ho visto che non sempre la correttezza paga. A noi danno i premi fair play, a Trento no ma loro hanno in bacheca qualche trofeo in più. Il problema è che l’Itas vuole far perdere le staffe a tutti e per farlo utilizza un sistema scientifico, a iniziare dal tecnico. Forse se nel palazzetto ci fosse stato un pubblico corretto avremmo vinto”.
E.U.
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UN MURO DI MANI - INNO COPRA ELIOR PIACENZA |
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